News 11 Giugno 2019

UCCT ed il moto internazionale della vigilanza sul mercato

Si è riunita a Trento il trentun maggio la divisione Tagliafuoco ed Accessori dell’Unione Costruttori Chiusure Tecniche. Consueta, ampia partecipazione: presenti in sala Lapi, Rina, CSI, Roverplastik, Promat, Ninz, Ferredil, Zanini Porte, Oikos Venezia, Glassfire, Maggi, Castelli Manutenzioni, Intelligent Services, Chemolli Fire, collegati in conference call Otlav, Flessya, Cocif, AIP, Stark e Robert Gruber del Consorzio Kobra. Temi decisamente scottanti quelli affrontati, a partire dalle iniziative di più nazioni in merito alla vigilanza sul mercato. Mentre la marcatura CE porta con sé la sorveglianza periodica degli enti notificati, crescono le possibilità di vigilanza: controlli di autorità giudiziarie e di ministeri in più paesi. In Italia qualche tempo fa erano state prelevate e testate alcune porte tagliafuoco presenti sul mercato sulle fornaci delle Capannelle, ma non sono stati divulgati i risultati di questi test. Ora gli Spagnoli effettuano controlli su 123 porte appena installate, per quanto riguarda marchio CE, DOP e sistemi di sicurezza: il 91 % dei prodotti ispezionati sono stati bocciati, con sanzioni fino a 600.000 euro. Gli inglesi fanno di meglio, ispirati dalla Grenfell, hanno prelevato dal mercato ben 24 porte testandole al fuoco, di queste solo 10 hanno superato il test. Una porta 30 minuti è riuscita a resisterne 8: purtroppo è in buona compagnia. I risultati sono stati resi pubblici elencando i nomi delle aziende nonché i prodotti interessati. UCCT ha anche riportato come si siano strette le maglie nell’emissione di valutazioni (assessment) emesse dai laboratori inglesi: in passato era facile ottenere varianti fantasiose, ora il modus ricalca quello europeo, molto stringente, e le vecchie relazioni vengono man mano revisionate. I laboratori inglesi hanno anche un surplus di prove, i forni sono pieni fino al 2020, tutti stanno provando porte.

La sala gremita

Nel contempo in Italia la Guardia di Finanza, con il SIAC – il sistema anti-contraffazione, comandato dal Ten.Col. Pietro Romano, pianifica di estendere ai prodotti resistenti al fuoco l’azione intrapresa nella vigilanza della filiera del serramento. Verificare che i prodotti coperti dal Regolamento 305/11 siano effettivamente certificati ove ciò sia cogente.
Nel corso di un incontro del Responsabile Tecnico della divisione Tagliafuoco ed accessori Eros Chemolli al comando della GdF di Bari l’associazione UCCT ha già dato disponibilità ad un’ampia collaborazione proponendo di integrare le linee guida già elaborate dal Nucleo Speciale e di costruire insieme una check-list di controllo a quattro mani con i funzionari. Non si esclude la creazione di uno sportello gratuito per la verifica della conformità a disposizione del pubblico, curato dall’associazione.

Eros Chemolli, responsabile tecnico della divisione

Presentata e distribuita la “Guida alla Marcatura CE di porte interne resistenti al fuoco ed a tenuta di fumo”, che è gratuitamente scaricabile all’indirizzo https://infotagliafuoco.it/guidace

L’ing. Michele Chemolli, responsabile commerciale di Zanini Porte che partecipa ai gruppi di lavoro del Cen, ha illustrato il modus e le principali modifiche della futura famiglia di norme EN15269 che consentono di apporre – in un quadro conservativo – modifiche alle porte già testate, siano esse in legno o metallo. Una relata dell’Ing. Brunelli di nove pagine, distribuita ai partecipanti alla riunione, ha analizzato ad un primo livello le numerose modifiche introdotte.

Michele Chemolli, Zanini Porte, spiega i lavori sulle nuove EXAP. Notre Dame sullo sfondo

Si è parlato anche della riunione del gruppo UNI/CT 011/GL 08, “Serramenti apribili resistenti al fuoco e a tenuta di fumo”: dopo due anni dall’ultima riunione il gruppo si riunisce – con qualche faccia nuova – e l’intenzione è quella di portare il punto di vista di UCCT sui temi d’attualità e previsti dall’odg. E’ infatti in nota la revisione della famiglia di norme UNI 11473, che riguardano la manutenzione dei prodotti resistenti al fuoco ed a tenuta di fumo. Qui la volontà è di aggiornare le norme al momento attuale, eliminare le sovrapposizioni con le norme europee, ed arrivare finalmente a determinare che le porte tagliafuoco senza targhetta vadano sostituite.

L’ing. Alessandro Brunelli ha aggiornato la platea sul rischio di de- regulation nato dalla proposta di modifica al Mandato M/101 e sulle numerose iniziative di UCCT in tal senso: al momento pare che stiamo resistendo agli attacchi a queste norme armonizzate ma la vigilanza sul tema deve rimanere elevata perché la sicurezza delle persone viene contrapposta ad interessi economici importanti: la creazione di trade barriers nazionali.

Ing. Alessandro Brunelli, illustra le modifiche al mandato M101

Il punto più scottante della riunione è stata la discussione con gli enti notificati italiani legata all’uso dei dati storici. Dietro questa definizione, si nasconde il dilemma legato al fatto di quante prove effettuate in passato dovranno essere buttate letteralmente al vento. Laboratorio Lapi, RINA e CSI, presenti alla riunione, hanno comunicato che, in accordo con Istituto Giordano, si stanno confrontando per trovare una via italiana al problema: probabilmente in una conferenza stampa all’altezza di ottobre renderanno nota la loro posizione, ma escludono che questo tipo di lavoro possa coinvolgere altri enti notificati europei. UCCT è stata autorizzata a diffondere l’attuale documento interpretativo NB-CPR-SH02-SG06-18-001r1, la approved guidance del Fire and Doors and Windows Sector Groups del gennaio 2019. UCCT aveva già ottenuto da precedenti contatti il documento ma attendeva un benestare per la distribuzione in un’ottica cooperativa con gli enti notificati. Di conseguenza circolerà un documento riassuntivo preparato dall’associazione. Si cercherà di introdurre anche questo punto alla riunione UNI, anche se per ragioni formali potrebbe essere di competenza del GL12 dove comunque UCCT è presente.

Gli Enti Notificati, Lapi, Rina e CSI spiegano le loro posizioni

Per i produttori di chiusure resistenti al fuoco si parla di un danno tra i 12 ed i 18 milioni di euro, con più di di 800 prodotti omologati che potrebbero diventare non più commercializzabili. Forse di questi, grazie all’azione dell’associazione, potremo salvarne circa 280. Che convenga iscriversi anche al WWF?