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Prove di resistenza al fuoco e di controllo della dispersione del fumo per porte e sistemi di chiusura, finestre apribili e loro accessori costruttivi - Parte 1: Prove di resistenza al fuoco per porte e sistemi di chiusura e finestre apribili

Tipo: Norma di prova

Standard: UNI EN 1634-1:2018

Clienti: GarofoliBragaMethisScrignoL'invisibile by PortarredoCisaIseoOikosGD Dorigo

Quando si parla di resistenza al fuoco o di reazione al fuoco, nel corso di un incendio?

Dal momento dell’ignizione, che può covare in un tempo più o meno lungo, alla propagazione delle fiamme, si parla di reazione al fuoco. In questa fase risulta determinante il comportamento dei materiali, che “brucino poco”, non gocciolino, fumino poco, per evitare che l’incendio si sviluppi e si propaghi e venga consentito un esodo più ordinato e lungo possibile. Se pensiamo ad esempio alla reazione al fuoco del legno, secondo EN13501 è D S2 d0. Questo acronimo significa che esposto al fuoco brucia (D è una classe che va da A ad F, in ordine crescente di classe), fuma (S va da 1 a 3, sempre in ordine crescente), e non gocciola (d va da 0 a 2).

L’esodo avviene in questa fase, dove è determinante scegliere le giuste strategie, come materiali con una buona reazione al fuoco, porte a tenuta di fumo per facilitare l’esodo, percorsi di fuga ordinati con relative vie d’esodo e mezzi antincendio.

In seguito (parliamo di 5 minuti dalla propagazione delle fiamme, mica due ore…) si arriva al cosiddetto “Flashover“. E’ generalmente definito come la transizione ad un incendio pienamente sviluppato nel quale tutti i materiali combustibili che stanno nel compartimento sono coinvolti nell’incendio soprattutto a causa dell’irraggiamento provocato dai prodotti della combustione. Da lì in poi, le prove di laboratorio simulano la resistenza al fuoco, generalmente la capacità di evitare che l’incendio si propaghi da un compartimento all’altro.

R, E, I

Le porte tagliafuoco sono gli elementi principe della compartimentazione, tantopiù che devono assolvere a molteplici funzioni. Esse infatti sono resistenti al fuoco.

Nella maggior parte dei siti creati con il copia-incolla, troviamo la favolosa definizione R.E.I., Resistenza Ermeticità Isolamento. Qualcosa di epico,  come libertè, fraternitè, egalitè. A parte le battute, questa definizione era, in Italia, quella antecedente all’introduzione, nel 2004, della EN1634-1, la norma europea, appunto, con la quale le porte vengono testate.

Nell’impianto europeo, R è la capacità portante, ad esempio, in un muro, la capacità di sostenere un carico nonostante l’incendio per il tempo specificato (Es., R120, o REI120, portrebbe essere la capacità di un setto tagliafuoco per 120 minuti). Non si applica alle porte.

In Italia non è sbagliato definire oggi una porta EI 120, REI 120, in quanto l’articolo 1, comma 4 del il DM 21.06.2004 stabilisce che una porta EI2 120 equivale ad una porta REI 120 secondo la vecchia normativa nazionale. E’ solo obsoleto!

TEST

Le porte tagliafuoco si testano appunto con la EN1634-1. Teoricamente a tutt’oggi le porte interne si potrebbero ancora testare con la UNI 9723.

Per entrambe le prove si simula un “incendio normalizzato“, con la curva di riscaldamento del forno della norma ISO 834.

All’interno della prova si valutano (cliccando qui andate ad un video dove da 8:50 parlo appunto di questo):

Integrità – E

  • rotture od aperture di determinata dimensione: la E fallisce se si creano fori passanti, a parte la soglia, con un diametro uguale o maggiore di 25 mm (calibro da 25 mm) oppure se è possibile inserire un calibro da 6 mm in un foro passante e farlo scorrere linearmente per 150 mm in due direzioni senza rovinare le guarnizioni;
  • ignizione di un cotton pad – batuffolo di cotone;
  • fiamma persistente (più di 10 secondi) nella parte non esposta.

Isolamento termico –  I

  • Su due livelli, con i suffissi 1 e 2 (2 per il procedimento aggiuntivo). L’isolamento termico ha delle termocoppie centrali al pannello che devono rispettare una differenza di temperatura media di 140 gradi centigradi, le altre termocoppie non devono superare i 180 gradi centigradi. I telai hanno un limite di differenza di temperatura di 180 gradi per telai in legno e 360 per quelli in metallo. Sul pannello, le termocoppie poste a 100 millimetri dal bordo sono quelle della I2. Nella norma europea è determinato un “procedimento aggiuntivo”, dove su richiesta dello “sponsor”, è possibile applicare delle termocoppie a 25 mm dal bordo dell’anta per determinare la tenuta I1. Chiaramente essendo più vicine al bordo, è più difficile rispettare questo parametro. La tenuta I1 è richiesta, ad esempio, nei Paesi Bassi.

CLASSIFICAZIONE

Fatta la prova, la porta viene classificata secondo EN13501-2. Di seguito un esempio di classificazione

EI1 90, EI2 120, E180

Significa che la porta ha mantenuto l’integrità fino a 180 minuti, la I2 fino a 120, la I1 fino a 90 minuti.

DIMENSIONI

Le estensioni dimensionali dipendono dal risultato della prova. Se io testo una porta da 30 minuti e faccio 31 minuti, la massima misura che potrò produrre sarà quella testata.

Se invece faccio 36 minuti, ottengo nel campo di applicazione diretta dei risultati – per le porte a battente – un’estensione del 15% delle misure lineari con un limite del 20% in area.

Ciò significa, che se testo una porta da 1000×2000, per fare i conti semplici, con 31 minuti faccio al massimo quella misura, con 36 faccio al massimo 1150×2300. In realtà questa misura non potrò mai farla perchè entro nel limite del 20% di area. Infatti, l’area del campione sarebbe 2 metri quadrati, di conseguenza quella massima di 2,4 mq. Perciò potrò fare al massimo, ad esempio, 1150×2050 oppure 1040×2300, che sono sotto l’aumento del 20% in area.

Per gli scorrevoli, l’aumento consentito è del 50% delle misure lineari.

I famosi 6 minuti di cui parlavamo prima sono definiti in norma come “extratempo” o “overrun”, come segue:

30 minuti -> 36

60 minuti -> 68

120 -> 132

FINITURE E COMPONENTI

In generale, le pitture possono essere applicate, aumenti di spessore con dei limiti. Alcune delle varianti sono incluse nel campo di applicazione diretta (porte in legno, aumento di spessore per identità di materiali, applicazione sulle facce di laminati e piallacci ornamentali fino a 1,5 mm di spessore).

Anche per quanto riguarda i componenti costruttivi, quali serrature, cerniere, maniglie e chiudiporta, vi sono componenti che vanno testati, altri potrebbero essere sostituiti. In generale tutte le modifiche non incluse nel campo di applicazione diretta dei risultati vanno ricercate nel campo di applicazione estesa dei risultati, andando a completare un EXAP, di cui potete trovare maggiori informazioni nella sezione dedicata del sito.

VETRI

Se si testa un vetro con una misura ridotta può essere realizzata la porta anche senza. Se la misura è grande, la porta viene definita vetrata e potrà essere prodotta solo con il vetro.

ACUSTICA

Molto spesso è richiesto anche un abbattimento acustico. Per conoscere le prove a cui sono sottoposte le porte, visita la sezione FONOISOLAMENTO del nostro sito.

TENUTA AI FUMI

Sta diventando sempre più richiesta la tenuta ai fumi, che si prova con la EN1634-3. Per conoscere le prove a cui sono sottoposte le porte, visita la sezione TENUTA AI FUMI del nostro sito.

VERSI DI APERTURA DA TESTARE

Nelle prove delle porte vengono testati normalmente i due lati, apertura verso il forno ed apertura dal lato opposto del forno. Ci sono dei casi – molto particolari in verità – dove secondo alcuni commi della norma è possibile testare un lato solo. Parliamo di porte ad anta in legno e telaio in legno, simmetriche nella loro composizione dove tutti gli elementi della ferramenta siano già stati testati e le evidenze sono disponibili. In difetto, la porta potrebbe essere definita “monodirezionale” e pertanto adatta a subire l’incendio da un solo lato (una evidente limitazione).

La maggior parte dei forni disponibili sono da 3×3 metri, generalmente in un test si possono provare o due porte ad un’anta in doppia esposizione, oppure una porta a due ante su uno dei due lati da testare.

PASSAGGIO DA PORTE A DUE ANTE A PORTA AD UN’ANTA

Nella prova europea il passaggio da porta a due ante a porta ad un anta è possibile solo – a determinate condizioni – mediante un EXAP (vedi qui per dettagli), mentre con il regime di omologazione ciò è consentito ai sensi del DM 21.06.2004, allegato C, paragrafi 1a, 1b.

PARETI IN MURATURA, CARTONGESSO O SUPPORTI ASSOCIATI

Anche i supporti (pareti) su cui l’elemento viene testato sono importanti. Nella norma sono contenuti dei supporti detti normalizzati, cioè definiti in norma (precisamente, nella EN 1363-1:2012). I supporti previsti sono divisi in due categorie: rigido e flessibile. Per rigido, si intende la muratura, per flessibile, la parete di cartongesso.

Se testo su un supporto non normalizzato, come ad esempio una parete in X-lam, questo verrà inteso come “struttura di supporto associato” e pertanto quella porta si potrà montare nella realtà esclusivamente su quel supporto.

Se testo su un supporto normalizzato rigido o flessibile porte ad anta in legno e telaio in legno, posso passare nella realtà da un supporto rigido ad uno flessibile.

Se testo su un supporto normalizzato flessibile porte ad anta in legno e telaio in metallo, posso passare nella realtà da un supporto rigido, ma non viceversa.

Le porte in metallo, necessitano di testare sia su supporto rigido che su supporto normalizzato (sono due prove). E’ per questo che quando compriamo una porta in metallo, ha un “certificato” diverso se è per muratura o per cartongesso.

COSA SI RICHIEDE NELLA PREVENZIONE INCENDI

Generalmente una struttura ricettiva si sviluppa intorno ad una scala che porta ai piani, la camera caposcala se c’è è una EI60 ad un’anta, le porte che danno sulla scala sono a due ante, con maniglione EI60, le porte delle camere EI30, la porta del ripostiglio EI60. Per quanto riguarda il filo, le porte delle camere aprono verso l’interno della camera, la porta del ripostiglio in fuori.

COSA RICHIEDE IL MERCATO

Personalizzazione, grandi misure, porte a filo, rasomuro, porte che coniughino resistenza al fuoco con fonoisolamento.

COSA TESTARE

Alla luce di quanto sopra, non c’è un giusto ed uno sbagliato. A far bene, bisognerebbe fare 10 test, poi bisogna entrare nel merito della singola azienda e capire quali siano i valori identitari, le linee di produzione, i mercati su cui porsi. Una volta analizzati i prodotti esistenti, ci si può fare un’idea e pensare che testare tutto sia forse troppo, ma intanto cominciare con le tipologie che consentono di entrare nel mercato e di crearsi una posizione da sviluppare poi in seguito.

L’APPORTO DI CHEMOLLI FIRE

Quando si parla di test, mettiamo a disposizione la nostra esperienza ed il nostro KNOW-HOW.

Avendo fatto da sempre questo tipo di attività, in quanto specialisti, ti offriamo una consulenza completa durante tutte le fasi di sperimentazione in laboratorio, dalla progettazione alla documentazione dei risultati.

IL METODO

L’ascolto è la fase più importante della nostra interazione: vogliamo farti sviluppare un prodotto che sia la summa della tua identità e delle tue necessità.

Prima di tutto, cerchiamo di capire le tue reali esigenze, i canali ed i mercati su cui ti vuoi misurare.

Poi ti illustriamo come si svolge il processo di testing e certificazione: abbiamo bisogno di confrontarci con te, per cogliere appieno il tuo punto di vista. Successivamente concertiamo una proposta che rispetti  – compatibilmente con le performance richieste – le tue linee di prodotto, le tue linee di produzione e per quanto possibile, le economie di scala potenziali impiegando prodotti e metodologie già consolidate nella tua azienda.

L’EMPATIA

Al di là delle opportunità, che ti illustreremo, ti consiglieremo poi cosa faremmo noi, nei tuoi panni.

Consigliamo con la nostra esperienza in merito a cosa, come e dove testare. In quale laboratorio provare? In quello più adatto alle tue esigenze!

IL PROGETTO

Una volta girata la chiave, predisponiamo un progetto che è esaustivo di tutti i dettagli. Quali materiali e componenti utilizzare, una parte importante del nostro dialogo su cui possiamo consigliarti al meglio. Oltre a questo, una scheda costo ed una previsione di pesi, per permetterti di verificare se i tuoi obiettivi saranno raggiunti. Impiegando le best practices del settore ne siamo convinti.

CONSULENTI ATIPICI: CI FACCIAMO CARICO DELL’ATTIVITA’ DI TESTING

Un consulente dà dei consigli, poi lascia che sia il cliente a metterli in pratica. Noi non siamo così: togliamo la cravatta e ci mettiamo i vestiti da lavoro quando serve. Lanciata la produzione dei campioni, siamo presenti durante l’incollaggio delle porte, offriamo supporto durante le lavorazioni e la ferratura, procediamo noi con i nostri tecnici all’installazione dei campioni in laboratorio e siamo presenti fisicamente al test. Gestiamo la fase di revisione della documentazione post prova, Vi illustriamo la  documentazione e restiamo a disposizione per tutte le tematiche legate alla gestione dei risultati.

I risultati delle prove possono poi essere utilizzati per omologazioni, marcature CE, Exap o altre pratiche che trovate nel sito.

APPROFONDIMENTI

  • Istituto Giordano

  • CSI

  • Istituto Giordano

  • Porta in legno

  • Efectis les Avenieres

  • Efectis Metz

  • IFT Rosenheim

  • Applus Barcellona

  • RIna Genova

  • Applus Barcellona

  • Exova Warringtonfire

  • BM Trada High Wycombe

  • Applus Barcellona

  • Lapi Calenzano

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Prove di resistenza al fuoco e di controllo della dispersione del fumo per porte e sistemi di chiusura, finestre apribili e loro componenti costruttivi - Parte 3: Prove di controllo della dispersione del fumo per porte e sistemi di chiusura.

Tipo: Norma di prova

Standard: UNI EN 1634-3:2005

Clienti: BragaLualdiCocifGD DorigoFBP PorteGarofoli

Con questa normativa possono essere effettuate prove con fumi a media temperatura a 200 °C (Sm) e fumi freddi (Sa). Viene valutata la perdita in metri cubi ora per metro di lunghezza del giunto, fatta eccezione per quello inferiore. E’ un tipo di requisito accessorio per molti mercati quali quello italiano, inglese, tedesco e per gli emirati arabi.

La tenuta ai fumi fa parte delle prestazioni presenti nello standard di prodotto per porte tagliafuoco e tagliafumo EN 16034.

In Chemolli Fire abbiamo effettuato numerose prove di tenuta al fumo.

UN PRESIDIO REALMENTE UTILE

Vorremmo sottolineare che ciò che salva più vite negli incendi, oltre la prevenzione e la formazione, è una corretta e precisa progettazione dell’esodo e gestione della sicurezza. È risaputo che la protezione attiva e passiva servono a dar tempo alle persone di scappare ed ai soccorsi di intervenire, ma chi ha fatto prove al fuoco sa anche che una porta sottoposta ad una prova al fuoco fumerà e che negli incendi si muore di più per effetto dei fumi che bruciati vivi, quindi dovrebbero esserci più porte tagliafumo che tagliafuoco ma in realtà, allo stato, è esattamente il contrario.

INTRODOTTO ANCHE IN ITALIA CON IL CODICE

Recentemente anche il legislatore italiano ha introdotto la tenuta ai fumi dei serramenti, con presidi filtro fumo E 30 Sa, e sempre più saranno richieste. Nel codice di prevenzione incendi è riportato, al paragrafo S.3 (compartimentazione) che “Si applicano le soluzioni conformi per il livello di prestazione II impiegando elementi a tenuta di fumo (Sa) per la chiusura dei vani di compartimentazione fra compartimenti (S.3.2), ovvero, viene lasciata al progettista la facoltà di scegliere il livello III a seguito di valutazione del rischio, che prevede che “tutte le chiusure dei varchi tra compartimenti e vie d’esodo di una stessa attività dovrebbero essere almeno a tenuta di fumi caldi (E) e freddi (Sa). (S.3.3)

Sempre nel codice, nella strategia S.4, esodo, all’articolo S.4.7 si definisce che “Le vie di esodo verticali devono essere protette da vani con resistenza al fuoco determinata secondo il capitolo S.2 e comunque non inferiore alla classe 30 con chiusure dei varchi di comunicazione almeno E 30-Sa.” Ciò anche se si applica il livello II della strategia S.3 della compartimentazione. Inoltre, tra i requisiti aggiuntivi, si specifica che per Rvita Cii1, Cii2, Ciii1, Ciii2, “tutti i locali dove gli occupanti possono dormire siano compartimentati con classe determinata secondo il capitolo S.2, comunque non inferiore a 30 e con chiusure dei vani di comunicazione E 30-Sa.

Con questo, nelle scale protette sono sempre necessarie porte E-Sa.

MODELLAZIONE ANTINCENDIO

Nella modellazione di incendio, il parametro fondamentale è RSET, ovvero il tempo necessario per l’esodo degli occupanti.

Le porte a tenuta di fumo “regalano” secondo preziosi all’esodo, affinchè esso possa avvenire più ordinatamente anche tutelando le categorie più deboli.

LA PROVA

La prova va effettuata sul supporto normalizzato oppure sul supporto associato qualora la porta sia da installare poi nella pratica su quest’ultimo. Testando sul supporto flessibile, si ha l’estensione al supporto rigido ma non viceversa.

Si comincia realizzando il supporto ed installando la porta come nella pratica sul telaio di prova. In funzione di come sia strutturato il test rig può essere che l’oggetto in prova sia posto su un telaio spostabile (con un carro ponte) oppure direttamente sul macchinario per il test.

PERDITA DI SISTEMA

Il laboratorio provvede a sigillare le fughe della porta da testare tipicamente con del nastro di alluminio. Il macchinario di prova viene messo in pressione a 10 e 25 Pascal e si rileva il dato della perdita di sistema a temperatura ambiente.

PROVA A TEMPERATURA AMBIENTE

Rimosse le sigillature, esclusa quella della soglia, si riporta la pressione a 10 e 25 Pascal e si verifica che la perdita non sia superiore a 3 metri cubi l’ora per metro lineare di giunto, chiaramente deducendo dagli strumenti la perdita di sistema.

La lunghezza del giunto incide positivamente nel calcolo, ma porte più grandi potrebbero essere più piegate (e quindi aderire peggio alle guarnizioni sul telaio). Analogamente le porte a due ante hanno un conto matematico più favorevole, ma la natura del giunto centrale comporta tipicamente una maggiore perdita e pertanto passar la prova risulta più critico. A questo punto il lato della porta testato potrebbe essere classificato Sa.

LA PROVA A MEDIA TEMPERATURA, 200 GRADI

Si procede poi per quel lato all’effettuazione delle prove a caldo. Si toglie a questo punto la sigillatura della soglia e viene rifatto il ciclo di prova a freddo a 10, 25 Pa, ed anche a 50 Pa, per verificare la tenuta della zona inferiore della porta. Ciò perché nella parte a caldo, la soglia viene testata.

Quindi rilevare una perdita superiore ai limiti o prossima agli stessi a freddo, può far ipotizzare che la prova a caldo darà dei valori di tenuta inferiori. Il nuovo limite però è di 20 metri cubi l’ora di perdita per le porte ad un’anta e di 30 metri cubi l’ora di perdita per le porte a due ante, non rapportati alla lunghezza dei giunti.

Riscaldando la camera a 200 ⁰C per 25 minuti, oltre al tempo di riscaldamento, si possono innescare deformazioni delle ante o dei supporti, riduzione della lunghezza delle guarnizioni in gomma e in rari casi piccole alterazioni delle guarnizioni termoespandenti.

COSA SI PENSA SUCCEDA, COSA SUCCEDE REALMENTE

È opinione comune – raccolta ad esempio a corsi di formazione di progettisti – che per le prove fumi siano determinanti le guarnizioni termoespandenti. Nella nostra esperienza ciò non è assolutamente vero.

La discriminante in tali prove è la tenuta delle guarnizioni di battuta in relazione alle deformazioni dell’anta, e la tenuta della guarnizione inferiore. Normalmente le termoespandenti non fanno a tempo ad innescarsi.

Le ante tendono, come nella prova al fuoco, ad allontanarsi dai bordi del telaio. Le ante in legno tendono ad accorciarsi dal lato esposto, quelle in ferro ad allungarsi. In entrambi i casi le estremità alta e bassa sul lato serratura risultano le più critiche.

Nella prova a cado il limite di perdita non viene più misurato come nella prova a freddo, ma c’è un limite generale di 20 metri cubi l’ora per le porte ad un’anta e di 30 metri cubi l’ora per le porte a due ante, sempre al netto della perdita di sistema. Terminata la prova da un lato si procede a girare il campione secondo quanto consentito dal test rig.

Completate le prove la porta potrebbe essere classificata, se tutto va bene, Sa ed Sm (o S200).

L’APPORTO DI CHEMOLLI FIRE

Quando si parla di test, mettiamo a disposizione la nostra esperienza ed il nostro KNOW-HOW.

Avendo fatto da sempre questo tipo di attività, in quanto specialisti, ti offriamo una consulenza completa durante tutte le fasi di sperimentazione in laboratorio, dalla progettazione alla documentazione dei risultati.

IL METODO

L’ascolto è la fase più importante della nostra interazione: vogliamo farti sviluppare un prodotto che sia la summa della tua identità e delle tue necessità.

Prima di tutto, cerchiamo di capire le tue reali esigenze, i canali ed i mercati su cui ti vuoi misurare.

Poi ti illustriamo come si svolge il processo di testing e certificazione: abbiamo bisogno di confrontarci con te, per cogliere appieno il tuo punto di vista. Successivamente concertiamo una proposta che rispetti  – compatibilmente con le performance richieste – le tue linee di prodotto, le tue linee di produzione e per quanto possibile, le economie di scala potenziali impiegando prodotti e metodologie già consolidate nella tua azienda.

L’EMPATIA

Al di là delle opportunità, che ti illustreremo, ti consiglieremo poi cosa faremmo noi, nei tuoi panni.

Consigliamo con la nostra esperienza in merito a cosa, come e dove testare. In quale laboratorio provare? In quello più adatto alle tue esigenze!

IL PROGETTO

Una volta girata la chiave, predisponiamo un progetto che è esaustivo di tutti i dettagli. Quali materiali e componenti utilizzare, una parte importante del nostro dialogo su cui possiamo consigliarti al meglio. Oltre a questo, una scheda costo ed una previsione di pesi, per permetterti di verificare se i tuoi obiettivi saranno raggiunti. Impiegando le best practices del settore ne siamo convinti.

CONSULENTI ATIPICI: CI FACCIAMO CARICO DELL’ATTIVITA’ DI TESTING

Un consulente dà dei consigli, poi lascia che sia il cliente a metterli in pratica. Noi non siamo così: togliamo la cravatta e ci mettiamo i vestiti da lavoro quando serve. Lanciata la produzione dei campioni, siamo presenti durante l’incollaggio delle porte, offriamo supporto durante le lavorazioni e la ferratura, procediamo noi con i nostri tecnici all’installazione dei campioni in laboratorio e siamo presenti fisicamente al test. Gestiamo la fase di revisione della documentazione post prova, Vi illustriamo la  documentazione e restiamo a disposizione per tutte le tematiche legate alla gestione dei risultati.

APPROFONDIMENTI

  • Applus Barcellona

  • Exova Warringtonfire

  • CSI Bollate

  • Applus Barcellona

  • Exova Warringtonfire

  • BM Trada High Wycombe

  • Rina Genova

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Applicazione estesa dei risultati di prove di resistenza al fuoco e/o controllo della dispersione del fumo per porte, sistemi di chiusura e finestre apribili e loro componenti costruttivi

Tipo: Extended application

Standard: UNI EN 15269

Clienti: CisaSebino ChiusureL'invisibile by PortarredoParmaporte

Questa famiglia di norme, piuttosto numerosa, dà indicazioni su come si possono (o non si possono) modificare i prodotti dopo la prova al di là del campo di applicazione riportato nella normativa di prova.

CAMPO DI APPLICAZIONE DIRETTA

Alcune modifiche consentite al produttore automaticamente, sono quelle inserite nel DIRAP, il campo di applicazione diretta dei risultati inserito nella norma di prova e normalmente inserito nei rapporti di classificazione dei prodotti. Ad esempio, la riduzione (o l’eventuale aumento) delle misure, l’aumento degli spessori, l’eventuale possibilità di passare da un supporto flessibile (cartongesso) ad uno rigido (muratura). Tutte queste varianti, elencate solo per dare un’idea, possono essere legate a degli specifici parametri legati ai materiali componenti piuttosto che ai risultati della prova stessa. A titolo di esempio, una porta in legno provata su muratura si può installare su cartongesso e viceversa, una porta metallica ha bisogno di due prove distinte, e così via. Queste modifiche non riguardano però i componenti costruttivi, come le serrature, le cerniere e molto altro.

Ma come può un produttore di porte cambiare serratura o cambiare cerniera?

Certo, basta fare un’altra prova. Ma la prova è dispendiosa in termini di tempi e costi e va considerato che le porte possono avere molte varianti richieste. Il normatore pertanto ha introdotto degli strumenti molto importanti per gestire la possibilità di effettuare delle varianti senza effettuare un nuovo test. Nell’impianto delle norme europee è presente la famiglia di norme EN15269 che tratta dell’applicazione estesa dei risultati di prova per le porte resistenti al fuoco ed a tenuta di fumo.

NORME

Le principali norme sono:
– EN 15269-1 requisiti generali;
– EN 15269-2 porte in acciaio;
– EN 15269-3 porte in legno;
– EN 15269-7 scorrevoli;
– EN 15269-20 porte a tenuta di fumo.

Sono allo studio le norme prEN17020-1, prEN17020-2, prEN17020-3, prEN17020-4, in merito alla caratteristica della durabilità.

La famiglia di norme EN15269 contiene, diversificate per ambiti (fuoco e fumi), materiali (legno o metallo) e tipologie (scorrevoli o battenti) una serie di regole che permettono di effettuare
modifiche rispetto al campione provato.

LA PROCEDURA

Genericamente, un produttore di porte per una modifica di materiali o geometrie, propone la modifica al laboratorio di prova che ha testato la porta, eventualmente corredando la
richiesta con ulteriori evidenze di prova richieste dalle stesse EXAP. Nel caso di presenza di più rapporti di prova, in laboratori accreditati, è facoltà del produttore scegliere indifferentemente uno dei laboratori di prova che hanno emesso i report che verranno usati come evidenze di prova a supporto nell’EXAP per studiare ed emettere l’estensione e conseguentemente redarre il rapporto di classificazione estesa, come specificato al punto 5.3.1 della EN15725.

Ciò consente modifiche ai prodotti che includono anche l’intercambiabilità dei componenti costruttivi nel settore delle porte tagliafuoco ed a tenuta di fumo.

HPS

Nella redazione degli EXAP, può essere molto utile il documento HPS – Hardware Performance Sheet, redatto secondo la norma EN16035. Esso può essere utile appunto per dare la possibilità al laboratorio che farà l’EXAP, nella scelta delle sole evidenze di prova utili per quello specifico lavoro. L’HPS è uno strumento riservato ai componenti costruttivi, quelli che comunemente chiamiamo accessori, come cerniere, serrature, chiudiporta, etc…

In CHEMOLLI FIRE abbiamo assistito svariati clienti a richiedere EXAP piuttosto complessi, probabilmente altrimenti impossibili, grazie ai seguenti fattori:

  • dimestichezza con la materia;
  • un ampio database di prove precedenti in cui individuare evidenze di prova utili;
  • all’interno di questo, una trentina di evidenze a nostro nome da cui attingere;
  • una rete di contatti con la quale tentare di ottenere l’autorizzazione all’uso di tali evidenze.

APPROFONDIMENTI

  • Istituto Giordano

  • Da anta doppia a singola

  • Applus

  • Cambio maniglia

  • Applus, cambio cerniera

  • CSI

  • CSI, Cambio guarnizione

  • Rina, varie modifiche

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Classificazione al fuoco dei prodotti e degli elementi da costruzione

Tipo: Norma generale

Standard: UNI EN 13501

Clienti: GarofoliBragaMethisScrignoL'invisibile by PortarredoCisaIseo

E’ la norma generale che riporta principalmente le varie classi e performance ottenibili dai prodotti da test di resistenza al fuoco.

La EN13501-1, riguarda la classificazione utilizzando dati da test di reazione al fuoco.

La EN13501-3, ruguarda la classificazione su prodotti ed elementi di installazioni di servizio, come condotte e fire dampers.

La EN13501-4, riguarda la classificazione per test su componenti di controllo del fumo.

La EN13501-5, riguarda la classificazione per esposizione da incendio esterno per tetti.

In particolare, la norma che è maggiormente afferente la nostra operatività, è la EN13501-2, nella quale vengono considerati elementi caricati e non caricati con una funzione di separazione (o meno), con o senza vetrature.

A titolo di esempio:

  • muri;
  • pavimenti;
  • tetti;
  • colonne;
  • scale;
  • soffitti;
  • rivestimenti protettivi;
  • partizioni;
  • facciate;
  • porte tagliafuoco e loro componenti;
  • porte a controllo di fumo;
  • attraversamenti;
  • e porte per ascensori testate secondo EN1634-1 (altre porte per ascensori sono testate con la EN81-58).

In particolare, per le porte definisce:

Integrità – E

  • rotture od aperture di determinata dimensione;
  • ignizione di un cotton pad;
  • fiamma sostenuta nella parte non esposta.

Isolamento termico –  I

  • L’isolamento termico avverrà su due livelli, con i suffissi 1 e 2 (2 per il procedimento aggiuntivo).

Irraggiamento – W

  • Si valuta la capacità di mantenere il massimo valore di irraggiamento al di sotto dei 15 kW/mq.

Autochiusura – C

  • L’autochiusura è l’abilità di una porta di richiudersi completamente e di ingaggiare gli scrocchi, senza intervento umano.

Tenuta ai fumi – S

  • La tenuta ai fumi a temperatura ambiente – Sa
  • La tenuta ai fumi a temperatura ambiente ed a 200 gradi –  Sm (S200)

Altri elementi particolari hanno ulteriori caratteristiche:

  • M – azione meccanica, resistenza all’impatto;
  • G – resistenza all’attacco termico per camini;
  • K – abilità di proteggere dal fuoco per un periodo specificato (protettivi).

Capacità portante – R

Facciamo presente che R è la capacità portante, ad esempio, in un muro, la capacità di sostenere un carico nonostante l’incendio per il tempo specificato (Es., R120, o REI120, portrebbe essere la capacità di un setto tagliafuoco per 120 minuti). Non si applica alle porte.

Questa lettera, veniva impiegata nella vecchia norma nazionale, UNI9723, per le porte, per le caratteristiche R.E.I. (Resistenza Ermeticità Isolamento).

Diciamo che in Italia non è sbagliato definire oggi una porta EI 120, REI 120, in quanto l’articolo 1, comma 4 del il DM 21.06.2004 stabilisce che una porta EI2 120 equivale ad una porta REI 120 secondo la vecchia normativa nazionale. E’ solo obsoleto!

Classi

Le classi sono la durata in minuti, approssimati per difetto, all’interno di questi periodi:

E 15 20 30 45 60 90 120 180 240
EI1 15 20 30 45 60 90 120 180 240
EI2 15 20 30 45 60 90 120 180 240
EW 20 30 60

In generale, la classificazione di un elemento si esprime con la seguente matrice:

R E I W t t – M S C IncSlow sn ef r

 

 

01

Prove di resistenza al fuoco e di controllo della dispersione del fumo per porte e sistemi di chiusura, finestre apribili e loro accessori costruttivi - Parte 1: Prove di resistenza al fuoco per porte e sistemi di chiusura e finestre apribili

Tipo: Norma di prova

Standard: UNI EN 1634-1:2018

Clienti:

Quando si parla di resistenza al fuoco o di reazione al fuoco, nel corso di un incendio?

Dal momento dell’ignizione, che può covare in un tempo più o meno lungo, alla propagazione delle fiamme, si parla di reazione al fuoco. In questa fase risulta determinante il comportamento dei materiali, che “brucino poco”, non gocciolino, fumino poco, per evitare che l’incendio si sviluppi e si propaghi e venga consentito un esodo più ordinato e lungo possibile. Se pensiamo ad esempio alla reazione al fuoco del legno, secondo EN13501 è D S2 d0. Questo acronimo significa che esposto al fuoco brucia (D è una classe che va da A ad F, in ordine crescente di classe), fuma (S va da 1 a 3, sempre in ordine crescente), e non gocciola (d va da 0 a 2).

L’esodo avviene in questa fase, dove è determinante scegliere le giuste strategie, come materiali con una buona reazione al fuoco, porte a tenuta di fumo per facilitare l’esodo, percorsi di fuga ordinati con relative vie d’esodo e mezzi antincendio.

In seguito (parliamo di 5 minuti dalla propagazione delle fiamme, mica due ore…) si arriva al cosiddetto “Flashover“. E’ generalmente definito come la transizione ad un incendio pienamente sviluppato nel quale tutti i materiali combustibili che stanno nel compartimento sono coinvolti nell’incendio soprattutto a causa dell’irraggiamento provocato dai prodotti della combustione. Da lì in poi, le prove di laboratorio simulano la resistenza al fuoco, generalmente la capacità di evitare che l’incendio si propaghi da un compartimento all’altro.

R, E, I

Le porte tagliafuoco sono gli elementi principe della compartimentazione, tantopiù che devono assolvere a molteplici funzioni. Esse infatti sono resistenti al fuoco.

Nella maggior parte dei siti creati con il copia-incolla, troviamo la favolosa definizione R.E.I., Resistenza Ermeticità Isolamento. Qualcosa di epico,  come libertè, fraternitè, egalitè. A parte le battute, questa definizione era, in Italia, quella antecedente all’introduzione, nel 2004, della EN1634-1, la norma europea, appunto, con la quale le porte vengono testate.

Nell’impianto europeo, R è la capacità portante, ad esempio, in un muro, la capacità di sostenere un carico nonostante l’incendio per il tempo specificato (Es., R120, o REI120, portrebbe essere la capacità di un setto tagliafuoco per 120 minuti). Non si applica alle porte.

In Italia non è sbagliato definire oggi una porta EI 120, REI 120, in quanto l’articolo 1, comma 4 del il DM 21.06.2004 stabilisce che una porta EI2 120 equivale ad una porta REI 120 secondo la vecchia normativa nazionale. E’ solo obsoleto!

TEST

Le porte tagliafuoco si testano appunto con la EN1634-1. Teoricamente a tutt’oggi le porte interne si potrebbero ancora testare con la UNI 9723.

Per entrambe le prove si simula un “incendio normalizzato“, con la curva di riscaldamento del forno della norma ISO 834.

All’interno della prova si valutano (cliccando qui andate ad un video dove da 8:50 parlo appunto di questo):

Integrità – E

  • rotture od aperture di determinata dimensione: la E fallisce se si creano fori passanti, a parte la soglia, con un diametro uguale o maggiore di 25 mm (calibro da 25 mm) oppure se è possibile inserire un calibro da 6 mm in un foro passante e farlo scorrere linearmente per 150 mm in due direzioni senza rovinare le guarnizioni;
  • ignizione di un cotton pad – batuffolo di cotone;
  • fiamma persistente (più di 10 secondi) nella parte non esposta.

Isolamento termico –  I

  • Su due livelli, con i suffissi 1 e 2 (2 per il procedimento aggiuntivo). L’isolamento termico ha delle termocoppie centrali al pannello che devono rispettare una differenza di temperatura media di 140 gradi centigradi, le altre termocoppie non devono superare i 180 gradi centigradi. I telai hanno un limite di differenza di temperatura di 180 gradi per telai in legno e 360 per quelli in metallo. Sul pannello, le termocoppie poste a 100 millimetri dal bordo sono quelle della I2. Nella norma europea è determinato un “procedimento aggiuntivo”, dove su richiesta dello “sponsor”, è possibile applicare delle termocoppie a 25 mm dal bordo dell’anta per determinare la tenuta I1. Chiaramente essendo più vicine al bordo, è più difficile rispettare questo parametro. La tenuta I1 è richiesta, ad esempio, nei Paesi Bassi.

CLASSIFICAZIONE

Fatta la prova, la porta viene classificata secondo EN13501-2. Di seguito un esempio di classificazione

EI1 90, EI2 120, E180

Significa che la porta ha mantenuto l’integrità fino a 180 minuti, la I2 fino a 120, la I1 fino a 90 minuti.

DIMENSIONI

Le estensioni dimensionali dipendono dal risultato della prova. Se io testo una porta da 30 minuti e faccio 31 minuti, la massima misura che potrò produrre sarà quella testata.

Se invece faccio 36 minuti, ottengo nel campo di applicazione diretta dei risultati – per le porte a battente – un’estensione del 15% delle misure lineari con un limite del 20% in area.

Ciò significa, che se testo una porta da 1000×2000, per fare i conti semplici, con 31 minuti faccio al massimo quella misura, con 36 faccio al massimo 1150×2300. In realtà questa misura non potrò mai farla perchè entro nel limite del 20% di area. Infatti, l’area del campione sarebbe 2 metri quadrati, di conseguenza quella massima di 2,4 mq. Perciò potrò fare al massimo, ad esempio, 1150×2050 oppure 1040×2300, che sono sotto l’aumento del 20% in area.

Per gli scorrevoli, l’aumento consentito è del 50% delle misure lineari.

I famosi 6 minuti di cui parlavamo prima sono definiti in norma come “extratempo” o “overrun”, come segue:

30 minuti -> 36

60 minuti -> 68

120 -> 132

FINITURE E COMPONENTI

In generale, le pitture possono essere applicate, aumenti di spessore con dei limiti. Alcune delle varianti sono incluse nel campo di applicazione diretta (porte in legno, aumento di spessore per identità di materiali, applicazione sulle facce di laminati e piallacci ornamentali fino a 1,5 mm di spessore).

Anche per quanto riguarda i componenti costruttivi, quali serrature, cerniere, maniglie e chiudiporta, vi sono componenti che vanno testati, altri potrebbero essere sostituiti. In generale tutte le modifiche non incluse nel campo di applicazione diretta dei risultati vanno ricercate nel campo di applicazione estesa dei risultati, andando a completare un EXAP, di cui potete trovare maggiori informazioni nella sezione dedicata del sito.

VETRI

Se si testa un vetro con una misura ridotta può essere realizzata la porta anche senza. Se la misura è grande, la porta viene definita vetrata e potrà essere prodotta solo con il vetro.

ACUSTICA

Molto spesso è richiesto anche un abbattimento acustico. Per conoscere le prove a cui sono sottoposte le porte, visita la sezione FONOISOLAMENTO del nostro sito.

TENUTA AI FUMI

Sta diventando sempre più richiesta la tenuta ai fumi, che si prova con la EN1634-3. Per conoscere le prove a cui sono sottoposte le porte, visita la sezione TENUTA AI FUMI del nostro sito.

VERSI DI APERTURA DA TESTARE

Nelle prove delle porte vengono testati normalmente i due lati, apertura verso il forno ed apertura dal lato opposto del forno. Ci sono dei casi – molto particolari in verità – dove secondo alcuni commi della norma è possibile testare un lato solo. Parliamo di porte ad anta in legno e telaio in legno, simmetriche nella loro composizione dove tutti gli elementi della ferramenta siano già stati testati e le evidenze sono disponibili. In difetto, la porta potrebbe essere definita “monodirezionale” e pertanto adatta a subire l’incendio da un solo lato (una evidente limitazione).

La maggior parte dei forni disponibili sono da 3×3 metri, generalmente in un test si possono provare o due porte ad un’anta in doppia esposizione, oppure una porta a due ante su uno dei due lati da testare.

PASSAGGIO DA PORTE A DUE ANTE A PORTA AD UN’ANTA

Nella prova europea il passaggio da porta a due ante a porta ad un anta è possibile solo – a determinate condizioni – mediante un EXAP (vedi qui per dettagli), mentre con il regime di omologazione ciò è consentito ai sensi del DM 21.06.2004, allegato C, paragrafi 1a, 1b.

PARETI IN MURATURA, CARTONGESSO O SUPPORTI ASSOCIATI

Anche i supporti (pareti) su cui l’elemento viene testato sono importanti. Nella norma sono contenuti dei supporti detti normalizzati, cioè definiti in norma (precisamente, nella EN 1363-1:2012). I supporti previsti sono divisi in due categorie: rigido e flessibile. Per rigido, si intende la muratura, per flessibile, la parete di cartongesso.

Se testo su un supporto non normalizzato, come ad esempio una parete in X-lam, questo verrà inteso come “struttura di supporto associato” e pertanto quella porta si potrà montare nella realtà esclusivamente su quel supporto.

Se testo su un supporto normalizzato rigido o flessibile porte ad anta in legno e telaio in legno, posso passare nella realtà da un supporto rigido ad uno flessibile.

Se testo su un supporto normalizzato flessibile porte ad anta in legno e telaio in metallo, posso passare nella realtà da un supporto rigido, ma non viceversa.

Le porte in metallo, necessitano di testare sia su supporto rigido che su supporto normalizzato (sono due prove). E’ per questo che quando compriamo una porta in metallo, ha un “certificato” diverso se è per muratura o per cartongesso.

COSA SI RICHIEDE NELLA PREVENZIONE INCENDI

Generalmente una struttura ricettiva si sviluppa intorno ad una scala che porta ai piani, la camera caposcala se c’è è una EI60 ad un’anta, le porte che danno sulla scala sono a due ante, con maniglione EI60, le porte delle camere EI30, la porta del ripostiglio EI60. Per quanto riguarda il filo, le porte delle camere aprono verso l’interno della camera, la porta del ripostiglio in fuori.

COSA RICHIEDE IL MERCATO

Personalizzazione, grandi misure, porte a filo, rasomuro, porte che coniughino resistenza al fuoco con fonoisolamento.

COSA TESTARE

Alla luce di quanto sopra, non c’è un giusto ed uno sbagliato. A far bene, bisognerebbe fare 10 test, poi bisogna entrare nel merito della singola azienda e capire quali siano i valori identitari, le linee di produzione, i mercati su cui porsi. Una volta analizzati i prodotti esistenti, ci si può fare un’idea e pensare che testare tutto sia forse troppo, ma intanto cominciare con le tipologie che consentono di entrare nel mercato e di crearsi una posizione da sviluppare poi in seguito.

L’APPORTO DI CHEMOLLI FIRE

Quando si parla di test, mettiamo a disposizione la nostra esperienza ed il nostro KNOW-HOW.

Avendo fatto da sempre questo tipo di attività, in quanto specialisti, ti offriamo una consulenza completa durante tutte le fasi di sperimentazione in laboratorio, dalla progettazione alla documentazione dei risultati.

IL METODO

L’ascolto è la fase più importante della nostra interazione: vogliamo farti sviluppare un prodotto che sia la summa della tua identità e delle tue necessità.

Prima di tutto, cerchiamo di capire le tue reali esigenze, i canali ed i mercati su cui ti vuoi misurare.

Poi ti illustriamo come si svolge il processo di testing e certificazione: abbiamo bisogno di confrontarci con te, per cogliere appieno il tuo punto di vista. Successivamente concertiamo una proposta che rispetti  – compatibilmente con le performance richieste – le tue linee di prodotto, le tue linee di produzione e per quanto possibile, le economie di scala potenziali impiegando prodotti e metodologie già consolidate nella tua azienda.

L’EMPATIA

Al di là delle opportunità, che ti illustreremo, ti consiglieremo poi cosa faremmo noi, nei tuoi panni.

Consigliamo con la nostra esperienza in merito a cosa, come e dove testare. In quale laboratorio provare? In quello più adatto alle tue esigenze!

IL PROGETTO

Una volta girata la chiave, predisponiamo un progetto che è esaustivo di tutti i dettagli. Quali materiali e componenti utilizzare, una parte importante del nostro dialogo su cui possiamo consigliarti al meglio. Oltre a questo, una scheda costo ed una previsione di pesi, per permetterti di verificare se i tuoi obiettivi saranno raggiunti. Impiegando le best practices del settore ne siamo convinti.

CONSULENTI ATIPICI: CI FACCIAMO CARICO DELL’ATTIVITA’ DI TESTING

Un consulente dà dei consigli, poi lascia che sia il cliente a metterli in pratica. Noi non siamo così: togliamo la cravatta e ci mettiamo i vestiti da lavoro quando serve. Lanciata la produzione dei campioni, siamo presenti durante l’incollaggio delle porte, offriamo supporto durante le lavorazioni e la ferratura, procediamo noi con i nostri tecnici all’installazione dei campioni in laboratorio e siamo presenti fisicamente al test. Gestiamo la fase di revisione della documentazione post prova, Vi illustriamo la  documentazione e restiamo a disposizione per tutte le tematiche legate alla gestione dei risultati.

I risultati delle prove possono poi essere utilizzati per omologazioni, marcature CE, Exap o altre pratiche che trovate nel sito.

APPROFONDIMENTI

  • Istituto Giordano

  • CSI

  • Istituto Giordano

  • Porta in legno

  • Efectis les Avenieres

  • Efectis Metz

  • IFT Rosenheim

  • Applus Barcellona

  • RIna Genova

  • Applus Barcellona

  • Exova Warringtonfire

  • BM Trada High Wycombe

  • Applus Barcellona

  • Lapi Calenzano

02

Prove di resistenza al fuoco e di controllo della dispersione del fumo per porte e sistemi di chiusura, finestre apribili e loro componenti costruttivi - Parte 3: Prove di controllo della dispersione del fumo per porte e sistemi di chiusura.

Tipo: Norma di prova

Standard: UNI EN 1634-3:2005

Clienti:

Con questa normativa possono essere effettuate prove con fumi a media temperatura a 200 °C (Sm) e fumi freddi (Sa). Viene valutata la perdita in metri cubi ora per metro di lunghezza del giunto, fatta eccezione per quello inferiore. E’ un tipo di requisito accessorio per molti mercati quali quello italiano, inglese, tedesco e per gli emirati arabi.

La tenuta ai fumi fa parte delle prestazioni presenti nello standard di prodotto per porte tagliafuoco e tagliafumo EN 16034.

In Chemolli Fire abbiamo effettuato numerose prove di tenuta al fumo.

UN PRESIDIO REALMENTE UTILE

Vorremmo sottolineare che ciò che salva più vite negli incendi, oltre la prevenzione e la formazione, è una corretta e precisa progettazione dell’esodo e gestione della sicurezza. È risaputo che la protezione attiva e passiva servono a dar tempo alle persone di scappare ed ai soccorsi di intervenire, ma chi ha fatto prove al fuoco sa anche che una porta sottoposta ad una prova al fuoco fumerà e che negli incendi si muore di più per effetto dei fumi che bruciati vivi, quindi dovrebbero esserci più porte tagliafumo che tagliafuoco ma in realtà, allo stato, è esattamente il contrario.

INTRODOTTO ANCHE IN ITALIA CON IL CODICE

Recentemente anche il legislatore italiano ha introdotto la tenuta ai fumi dei serramenti, con presidi filtro fumo E 30 Sa, e sempre più saranno richieste. Nel codice di prevenzione incendi è riportato, al paragrafo S.3 (compartimentazione) che “Si applicano le soluzioni conformi per il livello di prestazione II impiegando elementi a tenuta di fumo (Sa) per la chiusura dei vani di compartimentazione fra compartimenti (S.3.2), ovvero, viene lasciata al progettista la facoltà di scegliere il livello III a seguito di valutazione del rischio, che prevede che “tutte le chiusure dei varchi tra compartimenti e vie d’esodo di una stessa attività dovrebbero essere almeno a tenuta di fumi caldi (E) e freddi (Sa). (S.3.3)

Sempre nel codice, nella strategia S.4, esodo, all’articolo S.4.7 si definisce che “Le vie di esodo verticali devono essere protette da vani con resistenza al fuoco determinata secondo il capitolo S.2 e comunque non inferiore alla classe 30 con chiusure dei varchi di comunicazione almeno E 30-Sa.” Ciò anche se si applica il livello II della strategia S.3 della compartimentazione. Inoltre, tra i requisiti aggiuntivi, si specifica che per Rvita Cii1, Cii2, Ciii1, Ciii2, “tutti i locali dove gli occupanti possono dormire siano compartimentati con classe determinata secondo il capitolo S.2, comunque non inferiore a 30 e con chiusure dei vani di comunicazione E 30-Sa.

Con questo, nelle scale protette sono sempre necessarie porte E-Sa.

MODELLAZIONE ANTINCENDIO

Nella modellazione di incendio, il parametro fondamentale è RSET, ovvero il tempo necessario per l’esodo degli occupanti.

Le porte a tenuta di fumo “regalano” secondo preziosi all’esodo, affinchè esso possa avvenire più ordinatamente anche tutelando le categorie più deboli.

LA PROVA

La prova va effettuata sul supporto normalizzato oppure sul supporto associato qualora la porta sia da installare poi nella pratica su quest’ultimo. Testando sul supporto flessibile, si ha l’estensione al supporto rigido ma non viceversa.

Si comincia realizzando il supporto ed installando la porta come nella pratica sul telaio di prova. In funzione di come sia strutturato il test rig può essere che l’oggetto in prova sia posto su un telaio spostabile (con un carro ponte) oppure direttamente sul macchinario per il test.

PERDITA DI SISTEMA

Il laboratorio provvede a sigillare le fughe della porta da testare tipicamente con del nastro di alluminio. Il macchinario di prova viene messo in pressione a 10 e 25 Pascal e si rileva il dato della perdita di sistema a temperatura ambiente.

PROVA A TEMPERATURA AMBIENTE

Rimosse le sigillature, esclusa quella della soglia, si riporta la pressione a 10 e 25 Pascal e si verifica che la perdita non sia superiore a 3 metri cubi l’ora per metro lineare di giunto, chiaramente deducendo dagli strumenti la perdita di sistema.

La lunghezza del giunto incide positivamente nel calcolo, ma porte più grandi potrebbero essere più piegate (e quindi aderire peggio alle guarnizioni sul telaio). Analogamente le porte a due ante hanno un conto matematico più favorevole, ma la natura del giunto centrale comporta tipicamente una maggiore perdita e pertanto passar la prova risulta più critico. A questo punto il lato della porta testato potrebbe essere classificato Sa.

LA PROVA A MEDIA TEMPERATURA, 200 GRADI

Si procede poi per quel lato all’effettuazione delle prove a caldo. Si toglie a questo punto la sigillatura della soglia e viene rifatto il ciclo di prova a freddo a 10, 25 Pa, ed anche a 50 Pa, per verificare la tenuta della zona inferiore della porta. Ciò perché nella parte a caldo, la soglia viene testata.

Quindi rilevare una perdita superiore ai limiti o prossima agli stessi a freddo, può far ipotizzare che la prova a caldo darà dei valori di tenuta inferiori. Il nuovo limite però è di 20 metri cubi l’ora di perdita per le porte ad un’anta e di 30 metri cubi l’ora di perdita per le porte a due ante, non rapportati alla lunghezza dei giunti.

Riscaldando la camera a 200 ⁰C per 25 minuti, oltre al tempo di riscaldamento, si possono innescare deformazioni delle ante o dei supporti, riduzione della lunghezza delle guarnizioni in gomma e in rari casi piccole alterazioni delle guarnizioni termoespandenti.

COSA SI PENSA SUCCEDA, COSA SUCCEDE REALMENTE

È opinione comune – raccolta ad esempio a corsi di formazione di progettisti – che per le prove fumi siano determinanti le guarnizioni termoespandenti. Nella nostra esperienza ciò non è assolutamente vero.

La discriminante in tali prove è la tenuta delle guarnizioni di battuta in relazione alle deformazioni dell’anta, e la tenuta della guarnizione inferiore. Normalmente le termoespandenti non fanno a tempo ad innescarsi.

Le ante tendono, come nella prova al fuoco, ad allontanarsi dai bordi del telaio. Le ante in legno tendono ad accorciarsi dal lato esposto, quelle in ferro ad allungarsi. In entrambi i casi le estremità alta e bassa sul lato serratura risultano le più critiche.

Nella prova a cado il limite di perdita non viene più misurato come nella prova a freddo, ma c’è un limite generale di 20 metri cubi l’ora per le porte ad un’anta e di 30 metri cubi l’ora per le porte a due ante, sempre al netto della perdita di sistema. Terminata la prova da un lato si procede a girare il campione secondo quanto consentito dal test rig.

Completate le prove la porta potrebbe essere classificata, se tutto va bene, Sa ed Sm (o S200).

L’APPORTO DI CHEMOLLI FIRE

Quando si parla di test, mettiamo a disposizione la nostra esperienza ed il nostro KNOW-HOW.

Avendo fatto da sempre questo tipo di attività, in quanto specialisti, ti offriamo una consulenza completa durante tutte le fasi di sperimentazione in laboratorio, dalla progettazione alla documentazione dei risultati.

IL METODO

L’ascolto è la fase più importante della nostra interazione: vogliamo farti sviluppare un prodotto che sia la summa della tua identità e delle tue necessità.

Prima di tutto, cerchiamo di capire le tue reali esigenze, i canali ed i mercati su cui ti vuoi misurare.

Poi ti illustriamo come si svolge il processo di testing e certificazione: abbiamo bisogno di confrontarci con te, per cogliere appieno il tuo punto di vista. Successivamente concertiamo una proposta che rispetti  – compatibilmente con le performance richieste – le tue linee di prodotto, le tue linee di produzione e per quanto possibile, le economie di scala potenziali impiegando prodotti e metodologie già consolidate nella tua azienda.

L’EMPATIA

Al di là delle opportunità, che ti illustreremo, ti consiglieremo poi cosa faremmo noi, nei tuoi panni.

Consigliamo con la nostra esperienza in merito a cosa, come e dove testare. In quale laboratorio provare? In quello più adatto alle tue esigenze!

IL PROGETTO

Una volta girata la chiave, predisponiamo un progetto che è esaustivo di tutti i dettagli. Quali materiali e componenti utilizzare, una parte importante del nostro dialogo su cui possiamo consigliarti al meglio. Oltre a questo, una scheda costo ed una previsione di pesi, per permetterti di verificare se i tuoi obiettivi saranno raggiunti. Impiegando le best practices del settore ne siamo convinti.

CONSULENTI ATIPICI: CI FACCIAMO CARICO DELL’ATTIVITA’ DI TESTING

Un consulente dà dei consigli, poi lascia che sia il cliente a metterli in pratica. Noi non siamo così: togliamo la cravatta e ci mettiamo i vestiti da lavoro quando serve. Lanciata la produzione dei campioni, siamo presenti durante l’incollaggio delle porte, offriamo supporto durante le lavorazioni e la ferratura, procediamo noi con i nostri tecnici all’installazione dei campioni in laboratorio e siamo presenti fisicamente al test. Gestiamo la fase di revisione della documentazione post prova, Vi illustriamo la  documentazione e restiamo a disposizione per tutte le tematiche legate alla gestione dei risultati.

APPROFONDIMENTI

  • Applus Barcellona

  • Exova Warringtonfire

  • CSI Bollate

  • Applus Barcellona

  • Exova Warringtonfire

  • BM Trada High Wycombe

  • Rina Genova

03

Applicazione estesa dei risultati di prove di resistenza al fuoco e/o controllo della dispersione del fumo per porte, sistemi di chiusura e finestre apribili e loro componenti costruttivi

Tipo: Extended application

Standard: UNI EN 15269

Clienti:

Questa famiglia di norme, piuttosto numerosa, dà indicazioni su come si possono (o non si possono) modificare i prodotti dopo la prova al di là del campo di applicazione riportato nella normativa di prova.

CAMPO DI APPLICAZIONE DIRETTA

Alcune modifiche consentite al produttore automaticamente, sono quelle inserite nel DIRAP, il campo di applicazione diretta dei risultati inserito nella norma di prova e normalmente inserito nei rapporti di classificazione dei prodotti. Ad esempio, la riduzione (o l’eventuale aumento) delle misure, l’aumento degli spessori, l’eventuale possibilità di passare da un supporto flessibile (cartongesso) ad uno rigido (muratura). Tutte queste varianti, elencate solo per dare un’idea, possono essere legate a degli specifici parametri legati ai materiali componenti piuttosto che ai risultati della prova stessa. A titolo di esempio, una porta in legno provata su muratura si può installare su cartongesso e viceversa, una porta metallica ha bisogno di due prove distinte, e così via. Queste modifiche non riguardano però i componenti costruttivi, come le serrature, le cerniere e molto altro.

Ma come può un produttore di porte cambiare serratura o cambiare cerniera?

Certo, basta fare un’altra prova. Ma la prova è dispendiosa in termini di tempi e costi e va considerato che le porte possono avere molte varianti richieste. Il normatore pertanto ha introdotto degli strumenti molto importanti per gestire la possibilità di effettuare delle varianti senza effettuare un nuovo test. Nell’impianto delle norme europee è presente la famiglia di norme EN15269 che tratta dell’applicazione estesa dei risultati di prova per le porte resistenti al fuoco ed a tenuta di fumo.

NORME

Le principali norme sono:
– EN 15269-1 requisiti generali;
– EN 15269-2 porte in acciaio;
– EN 15269-3 porte in legno;
– EN 15269-7 scorrevoli;
– EN 15269-20 porte a tenuta di fumo.

Sono allo studio le norme prEN17020-1, prEN17020-2, prEN17020-3, prEN17020-4, in merito alla caratteristica della durabilità.

La famiglia di norme EN15269 contiene, diversificate per ambiti (fuoco e fumi), materiali (legno o metallo) e tipologie (scorrevoli o battenti) una serie di regole che permettono di effettuare
modifiche rispetto al campione provato.

LA PROCEDURA

Genericamente, un produttore di porte per una modifica di materiali o geometrie, propone la modifica al laboratorio di prova che ha testato la porta, eventualmente corredando la
richiesta con ulteriori evidenze di prova richieste dalle stesse EXAP. Nel caso di presenza di più rapporti di prova, in laboratori accreditati, è facoltà del produttore scegliere indifferentemente uno dei laboratori di prova che hanno emesso i report che verranno usati come evidenze di prova a supporto nell’EXAP per studiare ed emettere l’estensione e conseguentemente redarre il rapporto di classificazione estesa, come specificato al punto 5.3.1 della EN15725.

Ciò consente modifiche ai prodotti che includono anche l’intercambiabilità dei componenti costruttivi nel settore delle porte tagliafuoco ed a tenuta di fumo.

HPS

Nella redazione degli EXAP, può essere molto utile il documento HPS – Hardware Performance Sheet, redatto secondo la norma EN16035. Esso può essere utile appunto per dare la possibilità al laboratorio che farà l’EXAP, nella scelta delle sole evidenze di prova utili per quello specifico lavoro. L’HPS è uno strumento riservato ai componenti costruttivi, quelli che comunemente chiamiamo accessori, come cerniere, serrature, chiudiporta, etc…

In CHEMOLLI FIRE abbiamo assistito svariati clienti a richiedere EXAP piuttosto complessi, probabilmente altrimenti impossibili, grazie ai seguenti fattori:

  • dimestichezza con la materia;
  • un ampio database di prove precedenti in cui individuare evidenze di prova utili;
  • all’interno di questo, una trentina di evidenze a nostro nome da cui attingere;
  • una rete di contatti con la quale tentare di ottenere l’autorizzazione all’uso di tali evidenze.

APPROFONDIMENTI

  • Istituto Giordano

  • Da anta doppia a singola

  • Applus

  • Cambio maniglia

  • Applus, cambio cerniera

  • CSI

  • CSI, Cambio guarnizione

  • Rina, varie modifiche

04

Classificazione al fuoco dei prodotti e degli elementi da costruzione

Tipo: Norma generale

Standard: UNI EN 13501

Clienti:

E’ la norma generale che riporta principalmente le varie classi e performance ottenibili dai prodotti da test di resistenza al fuoco.

La EN13501-1, riguarda la classificazione utilizzando dati da test di reazione al fuoco.

La EN13501-3, ruguarda la classificazione su prodotti ed elementi di installazioni di servizio, come condotte e fire dampers.

La EN13501-4, riguarda la classificazione per test su componenti di controllo del fumo.

La EN13501-5, riguarda la classificazione per esposizione da incendio esterno per tetti.

In particolare, la norma che è maggiormente afferente la nostra operatività, è la EN13501-2, nella quale vengono considerati elementi caricati e non caricati con una funzione di separazione (o meno), con o senza vetrature.

A titolo di esempio:

  • muri;
  • pavimenti;
  • tetti;
  • colonne;
  • scale;
  • soffitti;
  • rivestimenti protettivi;
  • partizioni;
  • facciate;
  • porte tagliafuoco e loro componenti;
  • porte a controllo di fumo;
  • attraversamenti;
  • e porte per ascensori testate secondo EN1634-1 (altre porte per ascensori sono testate con la EN81-58).

In particolare, per le porte definisce:

Integrità – E

  • rotture od aperture di determinata dimensione;
  • ignizione di un cotton pad;
  • fiamma sostenuta nella parte non esposta.

Isolamento termico –  I

  • L’isolamento termico avverrà su due livelli, con i suffissi 1 e 2 (2 per il procedimento aggiuntivo).

Irraggiamento – W

  • Si valuta la capacità di mantenere il massimo valore di irraggiamento al di sotto dei 15 kW/mq.

Autochiusura – C

  • L’autochiusura è l’abilità di una porta di richiudersi completamente e di ingaggiare gli scrocchi, senza intervento umano.

Tenuta ai fumi – S

  • La tenuta ai fumi a temperatura ambiente – Sa
  • La tenuta ai fumi a temperatura ambiente ed a 200 gradi –  Sm (S200)

Altri elementi particolari hanno ulteriori caratteristiche:

  • M – azione meccanica, resistenza all’impatto;
  • G – resistenza all’attacco termico per camini;
  • K – abilità di proteggere dal fuoco per un periodo specificato (protettivi).

Capacità portante – R

Facciamo presente che R è la capacità portante, ad esempio, in un muro, la capacità di sostenere un carico nonostante l’incendio per il tempo specificato (Es., R120, o REI120, portrebbe essere la capacità di un setto tagliafuoco per 120 minuti). Non si applica alle porte.

Questa lettera, veniva impiegata nella vecchia norma nazionale, UNI9723, per le porte, per le caratteristiche R.E.I. (Resistenza Ermeticità Isolamento).

Diciamo che in Italia non è sbagliato definire oggi una porta EI 120, REI 120, in quanto l’articolo 1, comma 4 del il DM 21.06.2004 stabilisce che una porta EI2 120 equivale ad una porta REI 120 secondo la vecchia normativa nazionale. E’ solo obsoleto!

Classi

Le classi sono la durata in minuti, approssimati per difetto, all’interno di questi periodi:

E 15 20 30 45 60 90 120 180 240
EI1 15 20 30 45 60 90 120 180 240
EI2 15 20 30 45 60 90 120 180 240
EW 20 30 60

In generale, la classificazione di un elemento si esprime con la seguente matrice:

R E I W t t – M S C IncSlow sn ef r

 

 

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