News 2 Febbraio 2019

Incontro UCCT/Assoferma a Milano

Il primo febbraio è avvenuto un incontro in Assoferma tra il Presidente Fausto Fustini ed il Responsabile Tecnico della divisione tagliafuoco ed accessori di UCCT, Eros Chemolli. A sorpresa sono intervenuti, rispettivamente, l’Ing. Bruno Rosevich e l’Ing. Alessandro Brunelli che ricopre l’incarico di consulente per UCCT ed esperto in normativa per Chemolli Fire. Lo scopo della riunione era un confronto in merito alla proposta di modifica del mandato M/101 contenuta nel documento CEN 3663 del quale Assoferma si è fatta promotrice.

Ciò su cui assolutamente concordano le parti è che se questa proposta verrà accettata saranno gettati al vento trent’anni di lavoro e verranno create trade barriers che di fatto impediranno la libera circolazione sul mercato europeo di cerniere e serrature, probabilmente creando marchi di qualità nazionali.

La branca di Anima esordisce con un “è così e basta”, asserendo che la proposta nasce “dall’impossibilita dei produttori, in particolare di cerniere a progettare prodotti in assenza di una normativa” e dal “blocco totale delle norme da anni”. proseguono con “eliminando il CE armonizzato, sbloccheremo, in accordo con il Cen consultant Bedotti, le norme” considerando che “la marcatura CE è solo uno strumento di marketing” e “chi si oppone a questa proposta non ha ancora fatto capire come intenderebbe sbloccare altrimenti la situazione”. Sul finale arriva la notizia che Assoferma non sia stata protagonista assoluta ma Arge avrebbe fatto lo stesso, Assoferma o meno. Come soluzione, basterà, sempre a loro detta “testare gli accessori in IFT e le blindate in Svezia”.

UCCT, nell’ordine, muove le seguenti considerazioni. Rassegnarsi a questo salto indietro nel tempo ci pare assurdo, come amputare gambe e braccia al paziente malato e dirgli che si muoverà ancora. Beh, certo, potrà sempre rotolare, ma correre sarà un po’ difficile. In primis, risulta strana la differenza di trattamento tra maniglioni (che rimarrebbero armonizzati), serrature e cerniere che subirebbero la de-regulation. Singolare. Che i produttori siano impossibilitati a progettare, ci pare sinceramente offensivo per i produttori stessi, speriamo che i soci di Assoferma siano distratti perché potrebbero prendersela. Peraltro pare improbabile in quanto il mercato delle cerniere sia ad asse singolo (che la norma ce l’hanno, dal 2002), che quelle multi asse, che hanno una EAD, è fiorito con più nuovi prodotti e player sul mercato in questi ultimi anni. In merito al blocco totale, ci sono norme nuove, non ultime le travagliate EN16034 ed EN14351-2, che per quanto armonizzate o previste tali sono arrivate in porto. Riteniamo che sia più un problema di metodo di lavoro dei gruppi più che un blocco vero e proprio. Relegare il marchio CE ad una mossa di marketing è incommentabile. Il fatto che Assoferma dica di essere contemporaneamente protagonista o innocente comparsa al di sotto di Arge per questa proposta è manifesto di una comunicazione ondivaga che si prende i meriti (ammesso che ce ne siano) e si nasconde ai demeriti quando si punta il dito. Peraltro da interviste informali ad alcuni singoli soci di Assoferma gli stessi si dicono contrari alla proposta, e ci chiediamo se effettivamente la manovra sia condivisa tra i soci o semplicemente imposta ad una associazione dormiente con una presidenza a breve scadenza. Dissentiamo peraltro dall’arcaica visione che il testing in determinati laboratori sia più pregiato che in altri, altrimenti avrebbero ben dire la loro gli enti di accreditamento di tutti i paesi.

UCCT non mollerà l’osso e si farà ancor più sentire nelle sedi competenti.