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Sistemi di testing e certificazione per paesi del Medio Oriente

Tipo: Norma di gestione

Standard: Certificate of Conformity CoC

Clienti: BragaLattonedilL'invisibile by Portarredo

Commercializzare nel Medio Oriente, questo un mercato interessante e ricco di opportunità.

INSIDIE

Vanno valutati, per contro:

  • differenze culturali;
  • l’instabilità politica e geopolitica;
  • un quadro giuridico particolare;
  • trend incerti dell’economia, con una potenziale sovraccapacità futura;
  • trend legati ad eventi come Expo 2020 ed i mondiali di calcio del 2022, sui quali porsi dei quesiti per il seguito;
  • in alcuni casi, mancanza di controlli e presenza di aziende con prodotti inaffidabili o con prezzi inarrivabili;
  • il costo potenzialmente irrisorio per la manodopera.

LUOGHI COMUNI

Molto spesso si generalizza pensando che basti l’autorizzazione per UAE (Emirati Arabi Uniti), per Dubai, per avere il permesso per tutta l’area.

In realtà lo scenario è più frammentato e complesso: basta guardare la cartina geografica, per capire che gli stati sono diversi e diverse sono le regolamentazioni.

Altro potenziale errore, accedere a sistemi di certificazione di terza parte accettati in più paesi dell’area: verificare sempre bene la situazione nei singoli paesi raffrontandola con le liste che presentiamo sotto, perchè potrebbe accadere che alla richiesta di istituire il CoC – Certificate of Conformity, questo venga negato, magari perchè quello specifico prodotto è stato testato in un laboratorio che non è presente nella lista di quello specifico paese.

Peraltro la situazione è molto fluida, in evoluzione.

In passato erano molto in voga le produzioni, anche locali, in licenza di porte tagliafuoco (ad esempio, Falcon, Ramkor o Halspan).

Anche a seguito dei disastrosi incendi che si sono verificati in edifici, oltre a comportamenti più che border line di player del mercato dei prodotti da costruzione locali, c’è una tendenza ad un maggiore controllo.

IL METODO, ORMAI AMPIAMENTE CONDIVISO

Nel tempo ogni paese ha sviluppato una propria Civil Defence, una sorta di Ministero dell’Interno.

I vari laboratori ed enti notificati si devono accreditare presso questo ente.

I prodotti saranno commercializzabili solo se si disporrà di un CoC – Certificate of Conformity, rilasciato per quel paese con la modulistica dedicata. Tale certificato, non è quello del test. E’ quello della certificazione specifica per quel paese. Una bella differenza.

Il CoC dovrà essere in corso di validità, la validità è annuale. Inoltre, il CoC dovrà essere consultabile online sul sito dell’ente notificato.

Per ottenere il CoC si dovrà disporre di test effettuati presso un laboratorio autorizzato (dalla Civil Defence) ed usare un ente notificato autorizzato (dalla Civil Defence), il quale provvederà ad effettuare una visita annuale presso il sito di produzione per verificare che i prodotti siano conformi al campione testato e che il sistema sia consistente.

Questa metodologia è relativamente nuova e sino ad oggi non tutti i laboratori ed enti notificati sono riconosciuti. Ravvisiamo in ogni caso una “corsa” a farsi riconoscere, anche se non è un procedimento facile, sempre più enti sono inclusi. In passato solo i principali ed internazionali trovavano posto in queste liste, come ad esempio Exova-Warringtonfire, BM Trada, Applus, UL, Intertek ed FM ed in passato l’unica lista disponibile era quella dell’UAE.

 

SEDE IN LOCO, SI’ O NO?

In alcuni paesi è richiesto di avere un importatore locale, in altri no. Di sicuro avere un partner in grado di comprendere le dinamiche del mercato locale è consigliabile indipendentemente dal requisito normativo.

 

UAE

Gli Emirati Arabi Uniti (UAE – United Arab Emirates) sono composti da sette emirati: Abu Dhabi, Ajman, Dubai, Fujaira, Ras al-Khaima, Sharja e Umm al-Qaywayn.

Il tema è gestito dalla “United Arab Emirates Ministry of interior Civil Defense G.H.Q – Fire International Labs & House of Expertise & Training Center Approval Committee“.

Periodicamente produce la “THE LIST OF APPROVED INTERNATIONAL TESTING LABS AND CERTIFICATION BODIES“: la trovate sotto, negli approfondimenti.

Questa lista è composta dalle prime pagine che sono un indice dei laboratori e degli enti notificati. Gli stessi hanno uno “scope”, che li identifica come “testing” o “certification”. E’ una netta distinzione, se hai il testing i tuoi test possono essere riconosciuti, se hai certification puoi fare la certificazione ed il CoC.

Nelle pagine seguenti si entra nel dettaglio del singolo ente, con l’elenco dei prodotti accettabili per la Civil Defence. Se il prodotto non è incluso nella lista, non può essere oggetto del CoC.

Per UAE, è necessario che una volta ottenuto il CoC, l’importatore, con sede emiratina, si rechi presso la Civil Defence per convalidare il documento.

Attenzione: nessun laboratorio italiano per porte tagliafuoco è incluso come CERTIFICATION nell’attuale lista. Sarà quindi necessario appoggiarsi ad un’altro ente notificato per la certificazione.

Per quanto riguarda le prescrizioni delle porte, in basso riportiamo l’estratto del “UAE Fire and Life Safety Code of Practice“, opera da 1348 pagine, delle quali abbiamo estratto la tabella che riepiloga le caratteristiche e le performance prescritte nella prevenzione incendi Emiratina.

 

QATAR

Il tema è gestito dal Ministero dell’Interno, in particolare da “Ministry of Interior, Qatar General Directorate of Civil Defence – Fire prevention department – safety systems division“.

Anche qui periodicamente viene redatta la lista “Currently recognized product certification bodies and testing laboratories“: la trovate sotto negli approfondimenti.

Questa lista è composta dalle prime pagine che sono un indice dei laboratori e degli enti notificati. Vi sono due colonne che identificano dove si trova il “testing body” ed il “certification body“. E’ una netta distinzione, se hai il testing i tuoi test possono essere riconosciuti, se hai certification puoi fare la certificazione ed il CoC. Se hai entrambi, puoi fare entrambe le cose.

Nelle pagine seguenti si entra nel dettaglio del singolo ente, con l’elenco dei prodotti accettabili per la Civil Defence, con distinzione tra “Certification” e “Testing”.

Se il prodotto non è incluso nella lista, non può essere oggetto del CoC.

Attenzione: nessun laboratorio italiano per porte tagliafuoco è incluso come CERTIFICATION nell’attuale lista. Sarà quindi necessario appoggiarsi ad un’altro ente notificato per la certificazione.

 

KUWAIT

Il tema è gestito dal “Kuwait Fire Service Directorate“.

Viene redatta la lista “Testing laboratories approved by KFSD“: la trovate sotto negli approfondimenti.

Questa lista è un elenco degli enti autorizzati. Non si fa in questo caso distinzione tra testing e certification.

 

OMAN

Il tema è gestito dalla “Public Authority for Civil Defence & Ambulance” che è un’estensione della “Royal Oman Police – Sultanate of Oman“.

Viene redatta la lista “List of the Royal Oman accredited international testing laboratories.“: ne trovate un estratto, sotto, negli approfondimenti.

Questa lista è un elenco degli enti autorizzati. Nella colonna legata ai prodotti si parla di prodotti che possono essere certificati.

 

ARABIA SAUDITA

Al momento, non abbiamo sottomano una lista degli enti autorizzati. Sappiamo però che esiste una lista di laboratori accreditati per quanto riguarda il mercato Gulf Cooperation Council – GCC.

Consiste nell’unione di tutti gli stati del Golfo Persico eccetto l’Iraq, quindi: Bahrain, Kuwait, Oman, Qatar, Saudi Arabia, United Arab Emirates.

Nel sito del GCC, è presente una lista degli enti accreditati. Abbiamo notato che nello scope di alcuni enti, sono riportate normative anche di porte tagliafuoco. Riportiamo il link alla pagina negli approfondimenti.

Per questo stato vista la variabilità, Vi consigliamo di verificare attentamente la situazione con noi o con il Vostro ente di fiducia.

 

QUALE ENTE SCEGLIERE

Nei vari paesi ogni ente ha, negli anni, ottenuto un certo riconoscimento anche dal mercato, positivo o negativo. Va verificato anche con i propri partner e con i propri clienti, quale sia il partner giusto in questi paesi dove, a volte, le decisioni non seguono sempre una linearità di pensiero.

 

COME POSSIAMO SUPPORTARVI IN CHEMOLLI FIRE

Abbiamo contatti con molti degli enti indicati nelle liste, nazionali, internazionali ed in loco.

Abbiamo già effettuato attività, supportando i clienti in tutte le fasi di testing e certificazione, in particolare:

  • in tutti i rapporti con l’ente notificato;
  • durante il sampling (prelievo dei prodotti da testare);
  • per implementare il tuo FPC – Factory Production Control;
  • per predisporre la documentazione necessaria incluse le istruzioni ed i marchi;
  • con la nostra presenza durante le ispezioni.

 

APPROFONDIMENTI

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Sistemi di testing e certificazione per paesi del Medio Oriente

Tipo: Norma di gestione

Standard: Certificate of Conformity CoC

Clienti:

Commercializzare nel Medio Oriente, questo un mercato interessante e ricco di opportunità.

INSIDIE

Vanno valutati, per contro:

  • differenze culturali;
  • l’instabilità politica e geopolitica;
  • un quadro giuridico particolare;
  • trend incerti dell’economia, con una potenziale sovraccapacità futura;
  • trend legati ad eventi come Expo 2020 ed i mondiali di calcio del 2022, sui quali porsi dei quesiti per il seguito;
  • in alcuni casi, mancanza di controlli e presenza di aziende con prodotti inaffidabili o con prezzi inarrivabili;
  • il costo potenzialmente irrisorio per la manodopera.

LUOGHI COMUNI

Molto spesso si generalizza pensando che basti l’autorizzazione per UAE (Emirati Arabi Uniti), per Dubai, per avere il permesso per tutta l’area.

In realtà lo scenario è più frammentato e complesso: basta guardare la cartina geografica, per capire che gli stati sono diversi e diverse sono le regolamentazioni.

Altro potenziale errore, accedere a sistemi di certificazione di terza parte accettati in più paesi dell’area: verificare sempre bene la situazione nei singoli paesi raffrontandola con le liste che presentiamo sotto, perchè potrebbe accadere che alla richiesta di istituire il CoC – Certificate of Conformity, questo venga negato, magari perchè quello specifico prodotto è stato testato in un laboratorio che non è presente nella lista di quello specifico paese.

Peraltro la situazione è molto fluida, in evoluzione.

In passato erano molto in voga le produzioni, anche locali, in licenza di porte tagliafuoco (ad esempio, Falcon, Ramkor o Halspan).

Anche a seguito dei disastrosi incendi che si sono verificati in edifici, oltre a comportamenti più che border line di player del mercato dei prodotti da costruzione locali, c’è una tendenza ad un maggiore controllo.

IL METODO, ORMAI AMPIAMENTE CONDIVISO

Nel tempo ogni paese ha sviluppato una propria Civil Defence, una sorta di Ministero dell’Interno.

I vari laboratori ed enti notificati si devono accreditare presso questo ente.

I prodotti saranno commercializzabili solo se si disporrà di un CoC – Certificate of Conformity, rilasciato per quel paese con la modulistica dedicata. Tale certificato, non è quello del test. E’ quello della certificazione specifica per quel paese. Una bella differenza.

Il CoC dovrà essere in corso di validità, la validità è annuale. Inoltre, il CoC dovrà essere consultabile online sul sito dell’ente notificato.

Per ottenere il CoC si dovrà disporre di test effettuati presso un laboratorio autorizzato (dalla Civil Defence) ed usare un ente notificato autorizzato (dalla Civil Defence), il quale provvederà ad effettuare una visita annuale presso il sito di produzione per verificare che i prodotti siano conformi al campione testato e che il sistema sia consistente.

Questa metodologia è relativamente nuova e sino ad oggi non tutti i laboratori ed enti notificati sono riconosciuti. Ravvisiamo in ogni caso una “corsa” a farsi riconoscere, anche se non è un procedimento facile, sempre più enti sono inclusi. In passato solo i principali ed internazionali trovavano posto in queste liste, come ad esempio Exova-Warringtonfire, BM Trada, Applus, UL, Intertek ed FM ed in passato l’unica lista disponibile era quella dell’UAE.

 

SEDE IN LOCO, SI’ O NO?

In alcuni paesi è richiesto di avere un importatore locale, in altri no. Di sicuro avere un partner in grado di comprendere le dinamiche del mercato locale è consigliabile indipendentemente dal requisito normativo.

 

UAE

Gli Emirati Arabi Uniti (UAE – United Arab Emirates) sono composti da sette emirati: Abu Dhabi, Ajman, Dubai, Fujaira, Ras al-Khaima, Sharja e Umm al-Qaywayn.

Il tema è gestito dalla “United Arab Emirates Ministry of interior Civil Defense G.H.Q – Fire International Labs & House of Expertise & Training Center Approval Committee“.

Periodicamente produce la “THE LIST OF APPROVED INTERNATIONAL TESTING LABS AND CERTIFICATION BODIES“: la trovate sotto, negli approfondimenti.

Questa lista è composta dalle prime pagine che sono un indice dei laboratori e degli enti notificati. Gli stessi hanno uno “scope”, che li identifica come “testing” o “certification”. E’ una netta distinzione, se hai il testing i tuoi test possono essere riconosciuti, se hai certification puoi fare la certificazione ed il CoC.

Nelle pagine seguenti si entra nel dettaglio del singolo ente, con l’elenco dei prodotti accettabili per la Civil Defence. Se il prodotto non è incluso nella lista, non può essere oggetto del CoC.

Per UAE, è necessario che una volta ottenuto il CoC, l’importatore, con sede emiratina, si rechi presso la Civil Defence per convalidare il documento.

Attenzione: nessun laboratorio italiano per porte tagliafuoco è incluso come CERTIFICATION nell’attuale lista. Sarà quindi necessario appoggiarsi ad un’altro ente notificato per la certificazione.

Per quanto riguarda le prescrizioni delle porte, in basso riportiamo l’estratto del “UAE Fire and Life Safety Code of Practice“, opera da 1348 pagine, delle quali abbiamo estratto la tabella che riepiloga le caratteristiche e le performance prescritte nella prevenzione incendi Emiratina.

 

QATAR

Il tema è gestito dal Ministero dell’Interno, in particolare da “Ministry of Interior, Qatar General Directorate of Civil Defence – Fire prevention department – safety systems division“.

Anche qui periodicamente viene redatta la lista “Currently recognized product certification bodies and testing laboratories“: la trovate sotto negli approfondimenti.

Questa lista è composta dalle prime pagine che sono un indice dei laboratori e degli enti notificati. Vi sono due colonne che identificano dove si trova il “testing body” ed il “certification body“. E’ una netta distinzione, se hai il testing i tuoi test possono essere riconosciuti, se hai certification puoi fare la certificazione ed il CoC. Se hai entrambi, puoi fare entrambe le cose.

Nelle pagine seguenti si entra nel dettaglio del singolo ente, con l’elenco dei prodotti accettabili per la Civil Defence, con distinzione tra “Certification” e “Testing”.

Se il prodotto non è incluso nella lista, non può essere oggetto del CoC.

Attenzione: nessun laboratorio italiano per porte tagliafuoco è incluso come CERTIFICATION nell’attuale lista. Sarà quindi necessario appoggiarsi ad un’altro ente notificato per la certificazione.

 

KUWAIT

Il tema è gestito dal “Kuwait Fire Service Directorate“.

Viene redatta la lista “Testing laboratories approved by KFSD“: la trovate sotto negli approfondimenti.

Questa lista è un elenco degli enti autorizzati. Non si fa in questo caso distinzione tra testing e certification.

 

OMAN

Il tema è gestito dalla “Public Authority for Civil Defence & Ambulance” che è un’estensione della “Royal Oman Police – Sultanate of Oman“.

Viene redatta la lista “List of the Royal Oman accredited international testing laboratories.“: ne trovate un estratto, sotto, negli approfondimenti.

Questa lista è un elenco degli enti autorizzati. Nella colonna legata ai prodotti si parla di prodotti che possono essere certificati.

 

ARABIA SAUDITA

Al momento, non abbiamo sottomano una lista degli enti autorizzati. Sappiamo però che esiste una lista di laboratori accreditati per quanto riguarda il mercato Gulf Cooperation Council – GCC.

Consiste nell’unione di tutti gli stati del Golfo Persico eccetto l’Iraq, quindi: Bahrain, Kuwait, Oman, Qatar, Saudi Arabia, United Arab Emirates.

Nel sito del GCC, è presente una lista degli enti accreditati. Abbiamo notato che nello scope di alcuni enti, sono riportate normative anche di porte tagliafuoco. Riportiamo il link alla pagina negli approfondimenti.

Per questo stato vista la variabilità, Vi consigliamo di verificare attentamente la situazione con noi o con il Vostro ente di fiducia.

 

QUALE ENTE SCEGLIERE

Nei vari paesi ogni ente ha, negli anni, ottenuto un certo riconoscimento anche dal mercato, positivo o negativo. Va verificato anche con i propri partner e con i propri clienti, quale sia il partner giusto in questi paesi dove, a volte, le decisioni non seguono sempre una linearità di pensiero.

 

COME POSSIAMO SUPPORTARVI IN CHEMOLLI FIRE

Abbiamo contatti con molti degli enti indicati nelle liste, nazionali, internazionali ed in loco.

Abbiamo già effettuato attività, supportando i clienti in tutte le fasi di testing e certificazione, in particolare:

  • in tutti i rapporti con l’ente notificato;
  • durante il sampling (prelievo dei prodotti da testare);
  • per implementare il tuo FPC – Factory Production Control;
  • per predisporre la documentazione necessaria incluse le istruzioni ed i marchi;
  • con la nostra presenza durante le ispezioni.

 

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